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Gli investimenti che ho valutato

Negli ultimi mesi mi sono trovato a dover valutare delle forme di investimento per investire il piccolo capitale accumulato negli anni. Ho valutato diverse alternative che permettessero di guadagnare qualcosa in più del misero 1% (se và bene) dei vari conti deposito ma che non abbia i rischi e non richieda l’attenzione degli investimenti azionari.

Valutando le varie categorie di investimento ho scoperto i prestiti peer to peer (o p2p) che, secondo me, dispongono del migliore rapporto rischio+tempo/benefici.

Gli interessi dei prestiti p2p

I prestiti p2p garantiscono interessi alti, inutile nascondersi dietro ad un dito: questo è il beneficio principale per cui penso di sceglierli. L’interesse medio delle varie piattaforme che ho visto si aggira attorno al 12% all’anno con una varianza del 6% a seconda della piattaforma e del grado di rischio. Ecco un sito che mi ha molto aiutato nelle mie scelte su quali piattaforme p2p scegliere.

I rischi dei prestiti p2p

Ma non avevo scritto sopra che volevo minimizzare il rischio? I prestiti? Davvero? E se chi contrae il debito non paga? Qui entra in ballo il payback, garanzia che ormai tutte le piattaforme p2p propongono. In pratica garantisce all’investitore che, se chi contrae il prestito non paga, dopo un tempo variabile di 30 ai 60 giorni a seconda del sito, la piattaforma si impegna a ripagare il capitale e l’interesse maturato durante il ritardo facendosi poi carico della riscossione crediti.

 

Confronta le varie piattaforme per i prestiti p2p